2009 - Cancro della pelle e potezione solare


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2009 - Cancro della pelle e potezione solare

Messaggioda admin » gio 11 giu 2009 10:56

Il Prof. Reihard Dummer, Il Prof. Reihard Dummer, vicedirettore del Reparto di dermatologia dell’Ospedale universitario di Zurigo, risponde alle vostre domande:


Le presenti risposte sono una presa di posizione di carattere generale. Non si può infatti sostituire la consulenza personale con il parere di uno specialista qualificato in medicina. Se in un articolo vengono citati determinati medici, impianti terapeutici o prodotti, ciò non avviene a titolo di pubblicità o di raccomandazione, ma va inteso semplicemente come accenno ad altre fonti informative.

Alcune domande e risposte sono state tradotte in un’altra lingua nazionale. Se dovessero sorgere domande o ambiguità, favorite rivolgervi alle consulenti specializzate della Linea cancro. Numero gratuito 0800 11 88 11 oppure e-mail helpline@krebsliga.ch



Domanda di usuge:
Sono già stata due volte dal dermatologo. La prima volta circa due anni fa perché avevo alcune macchie sul viso e sulla fronte. Il medico me le ha anestetizzate mediante congelamento. Nel mese di gennaio di quest’anno ho nuovamente accertato delle macche sulla tempia destra e sulle labbra, le quali furono pure eliminate dal medico con lo stesso procedimento. Ora, due mesi dopo l’intervento, ho lo strano sentimento che le labbra non reagiscano normalmente al tatto e in più si è aperta su di esse una piccola ferita. Vorrei sapere se esiste un trattamento che permetta di individuare precocemente il cancro. Non so infatti che tipo di cancro io abbia. Il medico mi ha detto che si tratterebbe di un cancro della pelle al primo stadio. Ora prendo “Vichy n. 50“. Non so però se esso comporta degli effetti collaterali per la pelle. La ringrazio sin d’ora della Sua risposta.

Risposta del prof. Dummer:
Dal Suo breve rapporto e dalle domande che mi pone deduco che si sente insicura a causa dell’insorgere di una nuova lesione alle labbra. Le raccomando di consultare il Suo dermatologo o di chiedere anche l’opinione di un altro medico. Solo un medico specialista è infatti in grado di motivare e spiegare i Suoi sintomi (conseguenza della crioterapia, nuovo insorgere di un’alterazione della cute, reazione ipersensibile ai prodotti di protezione solare o altro ancora), di fare una diagnosi e di raccomandarle la miglior cura possibile.
Oltre alla crioterapia (anestetizzazione mediante congelamento) esistono anche altre opzioni terapeutiche in caso di cancro al primo stadio, p.es. degli unguenti. Cerchi di non spalmare dei prodotti solari sulle ferite aperte. Queste vanno coperte con un cerotto.




Domanda di Claude:
Buongiorno
Mio padre 57enne soffre di cancro cutaneo. Trattasi di una malattia ereditaria? Se si, come posso proteggermi? Grazie della Sua risposta. Claude

Risposta del prof. Dummer:
Buongiorno,
Non tutti i tipi di tumori cutanei sono ereditari. Per l’insorgere del melanoma maligno (cancro nero della pelle) il fattore genetico può effettivamente costituire un rischio. In Svizzera circa 1600 persone si ammalano annualmente di melanoma, il 5-10 percento a causa di un rischio familiare accentuato.
Se il cancro della pelle esiste già nella Sua famiglia (ne sono afflitti in particolare genitori, fratelli, sorelle, figli) il rischio è leggermente più elevato anche per Lei.
Dovrebbe perciò osservare le sue voglie e farle controllare una volta all’anno da un dermatologo. Infatti, più presto viene scoperto il tumore, migliori sono le possibilità di trattamento.
Per ridurre il rischio di cancro cutaneo è inoltre importante proteggersi costantemente dai raggi ultravioletti. Dei consigli a tal riguardo possono essere desunti dall’opuscoletto della Lega svizzera contro il cancro
Protezione solare
Un’istruzione sull’autocontrollo delle Sue voglie è contenuta nel capitolo Cancro della pelle – rischi e individuazione precoce



Domanda di Beate:
Ieri, al telefono, mio fratello mi ha detto di avere il cancro della pelle. Il suo medico gli ha prescritto l’uso di un unguento. Mi chiedo se un unguento contro il cancro cutaneo serva a qualcosa o se per mio fratello non sarebbe meglio consultare un altro medico.Che ne pensa Lei? Cordiali saluti, Beate.

Risposta del prof. Dummer:
Buongiorno Beate
Per determinati tipi di cancro cutaneo si raccomandano delle terapie sotto forma di unguenti: p.es. come la chemioterapia applicata localmente, oppure come il cosiddetto immunomodulatore che, pure sotto forma di unguento, stimola sulla parte lesa il sistema difensivo a reagire contro le cellule tumorali. Anche per la terapia fotodinamica di un tumore cutaneo si usa un unguento.

Se anche Suo fratello dovesse essere insicuro ed avere delle domande in merito alla terapia e al tipo di tumore, è meglio che parli nuovamente con il suo medico curante e si faccia spiegare con tutta calma quanto gli sta a cuore. Se dovesse avere ancora qualche dubbio, egli ha anche la possibilità di chiedere una seconda opinione.




Domanda di gurusse:
Salve
Da una farmacista ho appreso quanto segue: Sotto i raggi solari si ottiene esattamente la stessa abbronzatura e con la stessa rapidità come se si usasse una crema antisolare con fattore 10,30,50 o si rinunciasse a spalmare sul corpo una crema qualsiasi. L’unica differenza sarebbe che si può rimanere più a lungo sotto la stecca del sole senza che la pelle arrossisca. Se ciò corrisponde al vero, allora posso spalmarmi sempre della crema fattore 50 e mi abbronzo con la stessa rapidità come senza crema. E’ vero? Grazie della Sua risposta e cordiali saluti, gurusse.

Risposta del prof. Dummer:
Buongiorno Signor gurusse,
Per principio i prodotti per la protezione della pelle contro le radiazioni solari non sono fatti per rimanere più a lungo sotto il sole, bensì per proteggere la pelle durante il periodo in cui si è esposti ai raggi solari. Una sola abbronzatura cagiona già un piccolo danno alla pelle.

Ciò si verifica anche usando un alto fattore di protezione solare, tuttavia in modo ritardato.

Un fattore di protezione 20 significa che ancora 1/20 o il 5% dei raggi UV raggiungono la pelle. Il fattore di protezione 30 significa 1/30 o il 3,3%. Secondo il tipo di pelle, il tempo di autoprotezione della pelle è diverso e di conseguenza anche la durata dell’effetto dei prodotti antisolari.
L’abbronzatura della pelle avviene principalmente per effetto della radiazione UV-B contenuta nella luce (solare). Dalle cellule situate nell’epidermide (melanociti) si forma la melanina, la quale protegge il nucleo della cellula da danni al DNA. L’abbronzatura si verifica quando tale periodo di protezione viene superato. Ancora un po’ più tardi avviene la scottatura, ossia l’arrossimento della pelle.

Ulteriori informazioni sul tipo di pelle e sulla protezione dalle radiazioni solari sono desumibili dall’opuscoletto gratuito
Protezione solare



Domanda di Gemma K.:
Egregio Signor Professor Dummer
Qualche tempo fa si leggeva sui giornali che le creme antisolari contengono delle sostanze attive a livello ormonale. E’ vero? Non sono pericolose, segnatamente per i bambini in tenera età? Grazie di cuore e cordiali saluti,Gemma K.

Risposta del prof. Dummer:
Buongiorno Gemma K.
Nelle prove di laboratorio alcuni filtri chimici UV hanno rivelato un effetto simile a quello ormonale. Oggigiorno tali filtri non vengono praticamente più utilizzati. Né sull’essere umano né sull’ambiente poterono sinora essere comprovati degli effetti negativi provocati da detti filtri.
Secondo le conoscenze odierne della scienza, l’utilità dei prodotti di protezione solare è di gran lunga superiore ai rischi possibili. I dermatologi e le dermatologhe, l’Ufficio federale della sanità e la Lega svizzera contro il cancro raccomandano ulteriormente un’applicazione coerente di prodotti di protezione solare per evitare delle scottature.

Contrariamente agli aduli, i meccanismi di autoprotezione della pelle nei bambini non sono ancora completamente sviluppati. La protezione solare nei bambini richiede perciò particolare attenzione.
Per evitare delle incompatibilità occorre usare per i bambini dei prodotti antisolari speciali: Essi dovrebbero presentare le seguenti caratteristiche: un alto fattore di protezione, resistenza all’acqua, una quantità di micropigmenti superiore a quella dei filtri UV, non contenere né sostanze profumate né alcool né agenti conservanti. Ulteriori informazioni sono desumibili dall’opuscoletto
Protezione solare offerto gratuitamente dalla Lega svizzera contro il cancro (a partire dalla pagina 12)



Domanda di weger:
Buongiorno
La cassa malati paga un check-up della pelle anche se non sussiste nessun sospetto di cancro cutaneo? Come contadino ho lavorato molto all’aria aperta e purtroppo non ho sempre protetto ottimamente la mia pelle. Cordiali saluti, weger.

Risposta del prof. Dummer:
Buongiorno weger,
Le spese vengono assunte dalla cassa malati.
Dei consigli sul modo come può proteggere in avvenire la Sua pelle sono contenuti nel seguente opuscoletto
Protezione solare



Domanda di chrissy:
Dopo l’operazione (melanoma maligno) alla schiena con asportazione del linfonodo sentinella e delle ghiandole linfatiche sinistre nella zona ascellare faccio un’iniezione di Interferon 3 volte alla settimana. Due ore prima devo sempre prendere Parkemed 500. Non posso smettere di ingerire tali pastiglie, visto che non sento degli effetti collaterali? Temo che esse danneggino altri organi.

Risposta del prof. Dummer:
Buongiorno Chrissy:
Come effetto collaterale l’Interferon può scatenare dei sintomi simili a quelli dell’influenza. Per evitarli Le viene somministrato il Parkemed 500. Posso capire che Lei si chieda se tale farmaco sia veramente necessario, visto che manifestamente non sente degli effetti collaterali. La terapia, così come Le viene prescritta, è oggi standard. Tuttavia, dopo aver conferito con il Suo medico curante si può provare a interrompere tale medicazione accompagnatoria. Se teme di non sopportare il Parkemed 500 parli in ogni caso con il Suo medico.




Domanda di Chris 75:
Egregio Signor Prof. med. Dummer,
Sono molto felice di poterle sottoporre delle domande su alcuni punti concernenti "la protezione contro il sole per i bambini". Nell’opuscolo "Protezione solare per i neonati,..." si legge che i bambini necessitano di una protezione contro il sole soltanto se l’indice UV è superiore a 2. Tale norma vale anche per bambini piccoli da 1 a 3 anni? E anche nel caso in cui essi giocano sotto la stecca del sole? Visto che nel tardo pomeriggio a Lugano fa ancora molto caldo, ma che attualmente a partire dalle ore 17 l’indice UV è inferiore a 2, gradirei sapere quanta protezione necessitano ancora i bimbi al fine di non farli sudare inutilmente. E’ possibile fargli indossare degli abiti corti, senza creme ecc., oppure in quale misura si può allentare la protezione solare? Che pericolosità ha ancora l’esposizione diretta ai raggi solari e ai raggi IR? I bambini potrebbero giocare nudi nella loro piscina o sulla spiaggia all’inizio di serata? E’ necessaria una protezione UV-A, se sul mezzogiorno ci si intrattiene dietro i vetri di una finestra sul lato nord? Grazie.

Risposta del prof. Dummer:
Gentile Signora Chris 75
L’indice UV è una misura internazionale che indica l’intensità dei raggi UV su una scala da 1 a 12. Più alto è l’indice UV, più alta è la protezione solare richiesta. Se l’indice UV è di 1 – 2, una persona adulta non necessita alcuna protezione particolare contro i raggi solari.

Grazie alla formazione di melanina, la nostra pelle è in grado di proteggersi dai raggi UV durante un determinato periodo di tempo. La durata di tale autoprotezione dipende dal rispettivo tipo di pelle.

Ciò non vale però per i bambini, soprattutto trattandosi di bambini piccoli. La pelle dei bambini è molto più delicata di quella delle persone adulte e produce solo poca melanina. Solo a partire dal quarto anno d’età inizia a svilupparsi uno strato corneo con funzione protettiva. Per tale motivo, i bambini piccoli dovrebbero possibilmente intrattenersi sempre all’ombra, anche se l’indice UV è basso. I neonati e i bambini sino a un anno d’età non devono stare al sole.

I bambini si dedicano interamente al loro gioco e alla loro occupazione e sudano anche senza vestiti. Dia ai Suoi bambini tanto liquido sotto forma di succo di frutta diluito con acqua, oppure solo acqua o tè non zuccherato.
Un cappello da sole a falda larga, occhiali da sole, tessili con protezione UV o abiti dai colori vivi e sgargianti proteggono la pelle delicata dei bambini dai raggi UV nocivi. Spalmi le parti scoperte del corpo con un prodotto antisolare ad alto valore protettivo. La pelle dei bambini è molto delicata. Le creme antisolari per i bambini non dovrebbero pertanto contenere sostanze aromatiche, agenti conservanti o alcool, ma essere preferibilmente muniti di un filtro minerale.
Per il bagno nelle piscine o per la sera sulla spiaggia si trovano nel commercio dei costumini da bagno con protezione UV integrata.
Trova maggiori informazioni e consigli sul sito internet
dell’Ufficio federale della sanità e nell’opuscolo Protezione solare pubblicato dalla Lega svizzera contro il cancro.

I raggi solari sono composti di raggi visibili e invisibili, nonché percettibili e impercettibili. La luce visibile apporta luminosità e colore. I raggi infrarossi (raggi IR) riscaldano la pelle e i muscoli. I raggi UV nocivi non sono né visibili né percettibili.
I raggi IR naturali sono considerati gradevoli. Essi penetrano solo leggermente nel tessuto e non sono nocivi. Il vetro non offre una protezione UV integrale. Soprattutto i raggi UV-A, che accelerano l’invecchiamento della pelle e promuovono le allergie, trapassano i vetri. I raggi UV-B che causano le scottature e provocano l’abbronzatura della pelle vengono filtrati notevolmente dal vetro e indeboliti. Se il sole splende attraverso i vetri della Sua finestra situata a nord è comunque sensato per Lei stessa e i Suoi bambini di proteggersi dai raggi solari.




Domanda di Martina:
Nell’articolo sul melanoma si legge che la pelle ha buona memoria e che le cellule non dimenticano nessun colpo di sole. Potrebbe spiegarmi scientificamente questa frase?

Risposta del prof. Dummer:
Il colpo di sole è un’infiammazione acuta della pelle, scatenata da una dose eccessiva di raggi UV-B. Questi raggi nocivi penetrano negli strati superficiali della cellula e li danneggia. Ogni colpo di sole lascia pertanto delle tracce. Per tale motivo si usa dire che la pelle ha buona memoria.




Domanda di Maria Sakhr:
Buongiorno
Cerco invano dei consigli riguardo a un’ottima crema solare per i miei figli di 10 e 7 anni d’età. Desidererei un prodotto con un alto indice di protezione, non inferiore a 30, senza troppi filtri chimici e che si spalma facilmente (qualora il bambino dovesse mettersi da solo la crema in parola, p.es. rinnovare l’applicazione a scuola, ecc.). Mi si è parlato di Daylong (pratico perché si potrebbe mettere il mattino prima di recarsi a scuola) del Laboratorio farmaceutico La Roche Posay. In poche parole, confesso di essere un po’ smarrita. Grazie dei Suoi consigli.

Risposta del prof. Dummer:
La pelle dei bambini è indubbiamente più fine e delicata di quella degli aduli. E’ anche più sensibile e permeabile ai raggi UV. E’ perciò importante usare una crema solare adeguata. Ciò nondimeno, l’ombra e i vestiti sono i provvedimenti più efficaci per proteggere la pelle dei bambini contro i raggi UV. La qualità della protezione solare conferita dai tessili dipende dal materiale utilizzato nonché dal tessuto e dal suo colore. Si raccomandano abiti dai colori vivi e sgargianti. Più ampie informazioni sui tessili possono essere desunte dall’opuscolo
Protezione solare, pagina 15.
E’ opportuno utilizzare un prodotto solare particolarmente adeguato per i bambini. Esso deve presentare le seguenti caratteristiche: un indice elevato, resistenza all’acqua, senza profumo, senza alcool, senza agenti conservanti e a base di filtri fisici per limitare il rischio d’intolleranza. Mi associo alle raccomandazioni della Lega svizzera contro il cancro e rinuncio a consigliare delle marche di creme solari, ma raccomando che l’indice di protezione sia almeno di 30 e possegga dei fattori anti UV e UV-B elevati. In farmacia sapranno proporle diverse marche che soddisfano a tali criteri.
Tuttavia, anche con un alto indice di protezione i prodotti solari non danno comunque via libera alle esposizioni prolungate sotto la stecca del sole.




Domanda del Dottor Guy MOREAU:
Egregio Professore e caro collega,
Mio figlio, nato nel 1970, dai capelli rossicci e dagli occhi azzurri, ha contratto nel 2000 un melanoma nella cervicale destra: tipo SSM, CLARK III, BRESLOW 1,45 MM, asportazione chirurgica larga il 17.07.2000. Bilancio dell’estensione iniziale negativo, eseguito presso il Centro ospedaliero universitario di Dijon. Regolarmente sorvegliato ogni sei mesi. Una sinusite ribelle ha richiesto un intervento ORL (otorinolaringologia) durante il quale è stato accertato un melanoma. Un bilancio scanner + IRM rivela delle metastasi multiple. Ho contattato il prof. Luc THOMAS di Lione che mi ha consigliato di rivolgermi a Lei, poiché sembrerebbe che disporrà prossimamente delle nuove molecole in prova nella fase I.
Naturalmente mio figlio è a Sua disposizione se Lei lo desidera. Ringraziandola sin d’ora, gradisca i miei migliori saluti.

Risposta del prof. Dummer:
Carissimo collega,
Mi ha rattristato apprendere che Suo figlio è stato colpito da un melanoma che è progredito. Effettivamente, in diversi centri universitari è attualmente in corso per questo tipo di patologia uno studio multicentrico, allo stadio 2, in cui si combina il temozolomide con il bevacizumab. Nell’ambito del Forum non è possibile darle una risposta più approfondita e individuale. Ciò nonostante, se Lei e Suo figlio lo desiderate, non esitate a mettervi in contatto con il servizio di
dermatologia dell’ospedale universitario di Zurigo.
A Lei e a Suo figlio porgo i miei migliori auguri di ogni bene e buona continuazione.

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