2019 - Vivere dopo e con il cancro


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2019 - Vivere dopo e con il cancro

Messaggioda admin » lun 1 apr 2019 8:57

Avete ricevuto una diagnosi di cancro e vi siete già lasciati alle spalle il trattamento iniziale. Nell’aria aleggiano varie insicurezze e domande …

Dal 1° aprile al 2 giugno 2019 le esperte e gli esperti rispondono alle vostre domande.

Trovate maggiori informazioni e il link per il formulario sulla
Pagina iniziale del forum.

Le presenti risposte sono una presa di posizione di carattere generale. Non si può infatti sostituire la consulenza personale con il parere di uno specialista qualificato in medicina. Se in un articolo vengono citati determinati medici, impianti terapeutici o prodotti, ciò non avviene a titolo di pubblicità o di raccomandazione, ma va inteso semplicemente come accenno ad altre fonti informative.

Alcune domande e risposte sono state tradotte in un’altra lingua nazionale. Se dovessero sorgere domande o ambiguità, favorite rivolgervi alle consulenti specializzate della Linea cancro. Numero gratuito 0800 11 88 11 oppure e-mail helpline@krebsliga.ch



Cordiali saluti dalle moderatrici.

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Quanto costa il rimpatrio di una salma nel paese d’origine?

Messaggioda admin » mar 9 apr 2019 15:23

Domanda di Katarina
Vivo in Svizzera, ma se volessi essere sepolta nel mio paese (Slovacchia) come verrebbe trasportata la mia salma e quanto potrebbe costare?

Risposta di Danielle Pfammatter, specialista Palliative Care
Gentile Katarina,

Capisco perfettamente il Suo desiderio di essere sepolta nel Suo paese d’origine. Dopo aver consultato un esperto di esequie funebri, posso fornirle la seguente risposta:

per il trasporto della salma nella bara, i Suoi familiari dovrebbero pagare tra 7'000 e 10'000 franchi. L’importo comprende tutte le spese di trasporto, inclusa la preparazione e la vestizione della salma. Non si può stabilire un prezzo fisso, perché i costi dipendono da vari fattori, come ad esempio l’allestimento della bara, il suo trasferimento dal domicilio all’aeroporto, la compagnia aerea, il trasferimento dall’aeroporto al luogo d’origine ecc. Conviene comunque contattare un’impresa di pompe funebri del Suo paese d’origine, perché in determinate circostanze il trasferimento potrebbe avvenire con un veicolo funebre (carro funebre) e costerebbe molto meno. Ciò significa che la bara verrebbe prelevata in Svizzera da un’impresa funebre. Siccome qui in Svizzera abbiamo l’obbligo di sepoltura nei cimiteri, è inevitabile che la bara venga consegnata all’impresario slovacco da un’impresa di pompe funebri svizzera, dopo il disbrigo delle formalità necessarie. Non posso dirle a quanto ammontino le spese. Tuttavia, l’esperto di esequie ha più volte sottolineato che questa variante è molto meno cara.
In linea di massima, Le consiglierei di documentare esattamente la situazione per i Suoi congiunti, di rendere loro accessibili i documenti e, se necessario, di aprire un conto sul quale anticipa l’importo necessario, in modo che il Suo desiderio possa diventare realtà.

Dalla Sua domanda, deduco che Lei desidera il rimpatrio della Sua salma integrale. Per completezza d’informazione, Le menziono anche la possibilità del trasferimento dell’urna.
In Germania, Austria e anche in Slovacchia dovrebbe essere possibile spedire l’urna tramite la posta normale. È consentito dalle norme doganali, purché siano adottate alcune precauzioni. I costi, compresa la cremazione in Svizzera, ammontano a circa 3500 franchi.

Mi auguro che queste informazioni Le siano d’aiuto. Non mi resta che salutarla cordialmente.

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Sintomi legati alla terapia antiormonale

Messaggioda admin » mar 9 apr 2019 15:32

Domanda di Mivella
Buongiorno,

a ottobre e novembre del 2018 sono stata operata due volte al seno e sottoposta a radioterapia. Ora dovrò assumere per cinque anni pillole antiormonali a base di Letrozolo. Devo precisare che assumo anche il Trittico 100 per dormire.

E questa è la vita che faccio:
di mattina mi sveglio in piena forma, vado al lavoro e dopo le 17 mi devo «tirare assieme», perché mi viene solo da piangere e sono stanca morta.

Alle 18.45 arrivo a casa e vado direttamente a letto, dormo un’ora e ho attacchi di pianto, senza un motivo preciso.
Posso prendere il Letrozolo anche di sera?

Risposta di Beate Schneider, specialista in riabilitazione, Svizzera tedesca
Gentilissima Mivella,

i sintomi da Lei descritti, quali la «grave spossatezza» (fatigue), tristezza, sensibilità e sbalzi d’umore», sono spesso associati all’assunzione di pillole antiormonali. Potrebbero, però, anche essere una conseguenza diretta della malattia tumorale e dei trattamenti medici (chemioterapia, radioterapia).
Le suggerisco di consultarsi dapprima con i Suoi oncologi curanti o con il medico di famiglia. Probabilmente potrà prendere il Letrozolo alla sera. Forse potrebbe anche passare a un altro farmaco antiormonale. È abbastanza probabile che poi i sintomi migliorino.

Riguardo alla stanchezza e alla spossatezza che Lei descrive (Cancer related Fatigue), si sono fatte esperienze molto positive con l’attività fisica. Oggi ci sono numerosi studi scientifici che ne dimostrano l’efficacia. Già un’attività fisica moderata durante due o tre giorni alla settimana può contribuire a migliorare lo stato di affaticamento. Inoltre, è utile avere strutture chiare e fasi di recupero prestabilite, distribuiti durante il corso della giornata. Se non Le piace fare sport da sola, potrebbe partecipare a uno specifico gruppo di sport per malati di cancro. Oltre a un allenamento personalizzato di forza, resistenza, mobilità e coordinazione, questi gruppi mettono in primo piano l’esperienza comune e lo scambio di opinioni. Sul nostro sito Internet trova varie
proposte sportive per malati di cancro.

Anche la partecipazione a un programma ambulatoriale di riabilitazione oncologica può influenzare positivamente, tramite misure appropriate, le menomazioni sia di tipo fisico che psichico, che possono insorgere come effetti collaterali o conseguenze di terapie (stanchezza cronica, paure, limitazioni funzionali, ecc.). Durante la riabilitazione oncologica, Lei viene seguita da diversi specialisti. Le misure terapeutiche sono ben sincronizzate tra loro e proposte in modo coordinato. Sul nostro sito Internet trova anche le offerte di
riabilitazione oncologica.

Le auguriamo ogni bene dal profondo del cuore. La Sua Lega contro il cancro.

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Dolori alla testa e alla schiena

Messaggioda admin » lun 15 apr 2019 13:44

Domanda di Ricca
Nel 2016 ho avuto un cancro al seno, ho subito un intervento chirurgico conservativo del seno, 3 di 4 chemioterapie e una radioterapia. Ho interrotto la terapia antiormonale dopo 3 diversi rimedi a causa degli estremi effetti collaterali. Nel 2017 mi è stato diagnosticato il cancro del collo dell’utero e vengo operata.
Non mi sono mai sottoposta ad una MRT o a esami diagnostici simili e non ho mai avuto problemi con i linfonodi. Nonostante ciò, mi preoccupa molto il fatto che spesso soffro di dolori alla testa e alla schiena, disturbi che non avevo prima della malattia tumorale. Le ultime ecografie e mammografie risalgono a febbraio 2019. Ho dolori anche alle ossa e ai muscoli; non sono in grado di dire se i dolori provengano dalle ossa o dai muscoli. Come procedere?

Risposta di Anna Barbara Rüegsegger, specialista Sopravvissuti

Cara Ricca,

Lei ha un periodo difficile alle spalle e il fatto che i dolori alla testa e alla schiena che si sono da poco manifestati La preoccupino è più che comprensibile. Tali dolori possono avere le cause più diverse. Per un trattamento mirato e, come ci auguriamo, anche efficace, sono necessari accertamenti. Le consiglio di recarsi dal Suo medico di fiducia (oncologo o medico di famiglia), chiedendo che esamini esattamente i Suoi disturbi. Desidero incoraggiarla ad essere il più possibile insistente a tale proposito. Mi sembra infatti essenziale che Lei, assieme al medico, riesca ad individuare l’origine dei dolori (nelle ossa o nei muscoli).
In tale occasione si dovrebbe anche determinare se i dolori siano dovuti alla malattia tumorale o se abbiano un’altra causa.
Ritengo importante che Lei, prima della visita medica, prenda qualche appunto, per esempio:
• dove percepisce dolore?
• Qual è l’intensità dei dolori?
• Quando si manifestano i dolori (nel corso della giornata, durante i momenti di riposo o sotto sforzo)?
• Come percepisce il dolore (si tratta, per esempio, di un dolore pungente, pulsante o simile ad una scossa elettrica...)?
• Che cosa provoca il dolore?
• Che cosa ha intrapreso finora contro i dolori (medicinali, impacchi caldi o freddi o altre misure per alleviare il dolore)?
• Oltre ai dolori, ha altri problemi di salute? Se sì, quali?

In questo modo sarà preparata al meglio per il colloquio con il Suo medico. Potrà essere d’aiuto anche scriversi le domande che Lei vuole porre al Suo medico.

Le auguro che gli accertamenti possano avere successo e che Lei possa guarire al più presto.
Cordiali saluti, Anna Barbara Rüegsegger


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