La salute al femminile, tumori femminili - 2020


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Aiuto alternativo per il cancro al seno metastatico

Messaggioda admin » mar 3 nov 2020 18:36

Domanda di Christina:
Cosa potrebbe aiutarmi ulteriormente? 67 anni, tumore al seno nel 2013, chemioterapia, intervento chirurgico, seno destro e linfonodi asportati, radiazioni, terapia antiormonale, Arimidex fino a giugno 2019 circa. Nel novembre 2019 frattura delle vertebre toraciche, diagnosi ai raggi X di osteoporosi. Da allora forti dolori alla schiena, nel febbraio 2020 risonanza magnetica, quindi trasferimento del caso al medico ematologo perché il midollo osseo non è a posto. La diagnosi dopo l’agoaspirato del midollo osseo: carcinoma mammario metastatico della colonna vertebrale. La radiazione non è stata possibile, perché era interessata tutta la schiena. Terapia: iniezione mensile di indurente osseo, antiormone
Tamec 20g, antidolorifico Novalgina. Al momento, a parte questa pressione spesso enorme, la sensazione (di peso) alla schiena sta andando abbastanza bene. Una situazione triste, quale ulteriore aiuto potrebbe consigliarmi?

Risposta della Prof. Dr. M. Castiglione:
Buongiorno Christina
Lei vive da 7 anni con il cancro al seno e le sue conseguenze. Anche la colonna vertebrale è stata colpita. Ora vorrebbe sapere quali misure di accompagnamento sarebbero adatte come integrazione alle terapie convenzionali. L’esercizio fisico aiuta anche in casi del genere: le belle passeggiate nella natura fanno bene al corpo, alla mente e all’animo.

Molte persone malate cercano metodi di accompagnamento complementari ai trattamenti medici convenzionali per migliorare la loro qualità di vita. I seguenti istituti propongono una consulenza competente sulle offerte mediche complementari da parte di personale medico qualificato:

Inoltre, le Leghe contro il cancro regionali propongono una varietà di offerte di riabilitazione per le persone malate che desiderano fare qualcosa per il proprio benessere. Nel quadro di una consulenza ambulatoriale, Lei può avanzare le Sue richieste e ricevere supporto nella scelta e nel coordinamento di misure di accompagnamento. Per saperne di più sulla riabilitazione oncologica: https://www.legacancro.ch/il-cancro/riabilitazione-oncologica/

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Re: È necessario un trattamento dopo un intervento chirurgico conservativo al seno?

Messaggioda admin » mar 10 nov 2020 11:56

Domanda di Cora:
Tramite mammografia, mi è stata rilevata una microcalcificazione nel seno, poi rimossa attraverso una biopsia. L'istologia ha rivelato una classificazione DCIS, B5a, designazione macroscopica: 1 GZ, DM 3mm/2 GZ, DM 2mm/1GZ, DM 2mm. Nella successiva operazione conservativa del seno, tutto è stato completamente rimosso (residuo minimo di microcalcificazione). Dopo il tumorboard, per avere la massima sicurezza, mi è stata raccomandata la radioterapia o la terapia antiormonale (i recettori vanno ancora determinati). Nel mio caso è assolutamente necessaria un'ulteriore terapia? Oppure è una raccomandazione standard? La radioterapia locale riduce una ricaduta solo in questa regione? Una terapia antiormonale funziona per qualsiasi altro tumore al seno o solo in questa regione?

Risposta del Prof. Dr. med. Castiglione:
Durante l'intervento chirurgico conservativo del seno è stato possibile rimuovere l'intero gruppo di microcalcificazione ad eccezione di un minimo residuo. Allora perché Le viene raccomandato un ulteriore trattamento?

Le singole cellule - sia quelle tumorali che quelle sane - sono così piccole che non si possono vedere durante l'operazione. Le microcalcificazioni si attaccano spesso e volentieri al tessuto tumorale. Se singole cellule eventualmente maligne dovessero rimanere nel tessuto, potrebbe svilupparsi un tumore. Pertanto, dopo un intervento chirurgico conservativo del seno spesso si raccomanda la radioterapia per prevenire una ricaduta. La radioterapia riduce significativamente la recidiva di un DCIS o di un cancro invasivo dopo un'operazione conservativa del seno. Maggiore è il rischio di ricaduta, maggiore è il beneficio che ci si aspetta dalla radioterapia. La microcalcificazione rimanente potrebbe aumentare il rischio di ricaduta.

La terapia antiormonale può ridurre il rischio di ricaduta nel seno interessato dal DCIS, così come l'insorgenza di un tumore nell'altro seno. Tuttavia, la terapia antiormonale non influisce sulla sopravvivenza, ma la prognosi del DCIS è eccellente.
Quindi la terapia antiormonale verrebbe presa in considerazione solo se il risultato della determinazione dei recettori ormonali è «positivo», cioè se vi sono moltissimi recettori ormonali in grado di stimolare la crescita di un tumorale.

Le consiglio di discutere ancora una volta i possibili vantaggi e svantaggi di una terapia di supporto (adiuvante) con la Sua ginecologa ed eventualmente con il Suo radio-oncologo prima di prendere una decisione.


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