2022 - Prevenzione del cancro della pelle


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2022 - Prevenzione del cancro della pelle

Messaggioda admin » mer 25 mag 2022 16:40

Protezione solare per bambini e ragazzi: non diventare rossi!
Cosa possono fare per una buona protezione solare i genitori, i parenti o chiunque si prende cura dei bambini? La nostra équipe di specialisti risponde alle vostre domande fino al 12 luglio 2022:


Monika Burkhalter, responsabile prevenzione & diagnosi precoce della Lega contro il cancro di Zurigo
Olivier Gaide, Dr., MD-PhD, PD e MER1, primario di dermatologia e venereologia all’ospedale universitario di Losanna (CHUV)
Christian Surber, Prof. Dr. phil. nat. Senior Fellow Scientist degli ospedali universitari di Basilea e Zurigo, cliniche dermatologiche.

Trovate maggiori informazioni e il link per il formulario sulla Pagina iniziale del forum.

Le presenti risposte sono una presa di posizione di carattere generale e non sostituiscono il parere di un medico. Non si può infatti sostituire la consulenza personale con il parere di uno specialista qualificato in medicina. Se in un articolo vengono citati determinati medici, impianti terapeutici o prodotti, ciò non avviene a titolo di pubblicità o di raccomandazione, ma va inteso semplicemente come accenno ad altre fonti informative.

Alcune domande e risposte sono state tradotte in un’altra lingua nazionale. Se dovessero sorgere domande o ambiguità, favorite rivolgervi alle consulenti specializzate della Linea cancro. Numero gratuito 0800 11 88 11 oppure e-mail helpline@krebsliga.ch

Cordiali saluti dalle moderatrici

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Cosa fare in caso di reazioni cutanee allergiche a prodotti di protezione solare?

Messaggioda admin » gio 16 giu 2022 12:08

Domanda di Sonnenanbetter
Buongiorno,
Mi potrebbe dire come devo comportarmi con le reazioni cutanee allergiche alla crema solare? Non dovrei più acquistare creme solari che contengono sostanze che provocano allergia? Oppure la protezione è più importante dell'allergia? Si sa quali sono le sostanze allergiche nelle creme solari?
Cordiali saluti

Risposta del Prof. Christian Surber
Che si tratti effettivamente di una reazione allergica in senso clinico nei confronti di un filtro solare o di un altro componente di un prodotto solare dev’essere sempre accertato clinicamente/sperimentalmente da uno specialista. La distinzione tra un'intolleranza o una reazione allergica non è del tutto semplice e può essere fatta solo esponendo nuovamente la persona interessata alle singole sostanze della crema solare. Le reazioni allergiche ai filtri solari sono rare, considerata l’alta diffusione di prodotti per la protezione solare. È più probabile che si tratti di reazioni di intolleranza ad altri singoli ingredienti della crema solare.
Poiché la ricerca delle sostanze che provocano reazioni (allergeniche, irritanti, tossiche) è sempre molto lunga e costosa, di solito si consiglia di provare altri prodotti. Se questa strategia non ha successo, può valere la pena sottoporsi a un'analisi clinica dettagliata. Se non si trovano prodotti alternativi neppure dopo l'analisi, l'unica opzione è ridurre o evitare del tutto l'esposizione diretta al sole.
Per quasi tutti gli ingredienti delle creme solari, compresi i filtri solari, sono stati pubblicati rapporti scientifici su casi di intolleranza e reazione allergica. Rispetto all'uso frequente delle creme solari, tali segnalazioni sono rare e il numero di persone colpite è basso.
Quanto detto vale anche per altri gruppi di prodotti, come per esempio i prodotti per la cura della pelle.

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Corretto smaltimento dei prodotti per la protezione solare

Messaggioda admin » gio 16 giu 2022 12:59

Domanda di Mülleimer
Buongiorno
Mi sa dire dove posso buttare le creme solari incominciate/scadute? Molte grazie.

Risposta del Prof. Christian Surber
I prodotti per la protezione solare sono cosmetici e in quanto tali possono essere gettati nel sacco della spazzatura di casa insieme ai normali rifiuti domestici inceneribili.

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Le creme solari dell'anno precedente contengono sostanze cancerogene?

Messaggioda admin » mar 21 giu 2022 13:41

Domanda di B.F.
Buongiorno,
ricercatori francesi hanno pubblicato uno studio secondo cui le creme solari dell'anno precedente possono contenere sostanze cancerogene:
https://www.tagesschau.de/wirtschaft/so ... s-101.html
https://pubs.acs.org/doi/pdf/10.1021/ac ... ox.0c00461#

Che cosa ne pensa di questi studi? Le creme solari non devono essere utilizzate dopo la data di scadenza, indipendentemente da come sono state conservate?

Grazie mille della Sua risposta.

Risposta del Prof. Christian Surber
Buongiorno
Secondo me lo studio di Down et al. (https://pubs.acs.org/doi/pdf/10.1021/ac ... ox.0c00461#) è fuorviante e l'articolo della giornalista è superficiale e poco approfondito. Inoltre, il lavoro di Down ha portato questo tema alla ribalta, turbando i consumatori e non informandoli in alcun modo. Fenomeni come quelli innescati da questo lavoro sono purtroppo quasi all'ordine del giorno.

Alcune osservazioni sul lavoro:
  • Con un esperimento è stato dimostrato un elevato assorbimento percutaneo dei benzofenoni. Un tale assorbimento non si verifica affatto in seguito all'applicazione di una protezione solare.
  • L'autore valuta la tossicità dei benzofenoni in base alla legislazione della California. La legislazione europea valuta la tossicità in modo completamente diverso. L'autore ha completamente omesso di discutere questa discrepanza. Tale omissione è assolutamente scorretta dal punto di vista scientifico!
  • I prodotti di degradazione dei filtri solari (benzofenoni come prodotto di degradazione o impurità della produzione di octocrilene), ma anche delle sostanze medicinali, non sono un fenomeno sconosciuto. Questi fenomeni vengono sempre studiati attentamente e vengono stabilite le concentrazioni massime ammissibili di impurità. Né i medicinali né i prodotti per la protezione solare sono al 100% privi di prodotti di degradazione o di residui di produzione (impurità). Queste sostanze sono note, devono essere segnalate alle autorità competenti per i farmaci e sono controllate.
In linea di principio, dal punto di vista giuridico le creme solari sono prodotti cosmetici. Il legislatore non richiede un test di stabilità del prodotto paragonabile a quello dei medicinali. Tuttavia, i grandi produttori di creme solari eseguono tali test di stabilità dei filtri. L'uso della protezione solare dopo la data di scadenza indicata è generalmente sconsigliato. Soprattutto perché le creme solari sono spesso esposte a situazioni estreme nella vita quotidiana dei consumatori (crema solare in auto che è stata al sole tutto il giorno, crema solare esposta al sole cocente tutto il giorno nella borsa da spiaggia o crema solare che si è congelata nella giacca sportiva in inverno). Queste situazioni estreme devono essere prese in considerazione dal produttore nel fissare la durata di conservazione e non sono misure per promuovere le vendite.

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Protezione solare – efficacia protettiva dai raggi UVA e UVB

Messaggioda admin » lun 27 giu 2022 13:22

Domanda di Tanja
Se applico sul viso una crema da giorno con fattore di protezione solare (SPF) 30 e poche ore dopo una crema solare SPF 50, quale fattore agisce effettivamente, il 30 o il 50?

Risposta del Prof. Christian Surber
Il valore SPF indica principalmente la capacità protettiva dai raggi UVB. Quando si tratta di protezione solare, Lei dovrebbe assolutamente assicurarsi che il prodotto sia contrassegnato con il logo UVA (un cerchio con la scritta UVA). Per molte aziende produttrici di creme da giorno, puntare su un SPF è un requisito per promuovere le vendite. Prodotti del genere non riportano alcuna informazione riguardante la protezione anti UVA, che è importante anche per prevenire il cancro della pelle e l’invecchiamento cutaneo.
La protezione aumenta se Lei, applicando una crema solare poche ore dopo aver usato la crema da giorno, aggiunge sulla pelle ulteriori molecole di filtro solare. Ma si tratta di una situazione puramente teorica.
L’abrasione o la perdita di crema dal viso è incredibilmente alta, quindi l’applicazione del prodotto di protezione solare conferisce le migliori prestazioni di protezione.

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Crema solare cancerogena?

Messaggioda admin » lun 27 giu 2022 13:26

Domanda di Petra
Buongiorno
Ho letto che le sostanze contenute in molte creme solari sono cancerogene quanto il sole stesso, se non peggio. Ecco perché sono sempre in preda ai dubbi sul fatto di applicarmi o no la crema solare.
Preferirei avere una buona crema solare con pochissimi ingredienti cancerogeni. Ce ne sono così? Potrebbe consigliarmi qualche crema solare?

Risposta del Prof. Christian Surber
Esistono all’incirca 30-35 filtri di protezione solare approvati dalle autorità di tutto il mondo. In Europa e in Svizzera le protezioni solari sono considerate prodotti cosmetici e soggette alle leggi corrispondenti.
La Svizzera adotta i filtri di protezione solare regolamentati e approvati in Europa. Prima di poter essere utilizzati, tutti questi prodotti sono sottoposti ad una valutazione scientifica molto rigorosa da parte di un organismo di esperti. Se la valutazione è positiva viene successivamente approvata dalla Commissione UE (nota bene: la valutazione dev’essere accettata da tutti i paesi europei!) e pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Dopo la pubblicazione, le industrie possono utilizzare il filtro. Questo processo di autorizzazione è abbastanza simile a quello vigente per i medicinali.
Se emergono nuove informazioni riguardanti i singoli filtri, questi vengono sottoposti a una nuova valutazione.

Purtroppo, certi giornalisti tendono a isolare le singole pubblicazioni e a «montare» il caso senza tener conto del contesto. Spesso, poi, nei relativi articoli vengono intrecciati più temi, così che l’analisi e una presa di posizione occuperebbe più spazio del servizio contestato, come ad esempio sulla stampa domenicale del penultimo fine settimana.

Nessuno dei filtri approvati in Europa e in Svizzera ha un potenziale cancerogeno nella concentrazione di applicazione approvata. Affinché un prodotto offra protezione per il più ampio spettro di raggi UV possibile, vengono combinati tra loro sempre più filtri. Il Suo desiderio di avere il minor numero di filtri possibile va solo a scapito dell’effetto protettivo. I filtri solari contenenti biossido di titanio e/o ossido di zinco (insieme o singolarmente) forniscono una buona protezione, ma sono meno invoglianti a livello cosmetico.

Tenga presente che un vestito e un cappello (e gli occhiali da sole) offrono una protezione molto migliore.
Nei momenti di lavoro o di svago all’aperto, oltre ai suddetti capi di vestiario, si dovrebbe sempre applicare una protezione solare.

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Assunzione dei costi per il trattamento della DSAP da parte della cassa malati

Messaggioda admin » mar 28 giu 2022 15:57

Domanda di Sabrina
Mi è stata diagnosticata una porocheratosi attinica superficiale disseminata (DSAP) su mani e avambracci.
Il dermatologo mi raccomanda una terapia fotodinamica a luce diurna (daylight PDT) ma mi ha comunicato che questo trattamento non è coperto dalle casse malati.
La cosa mi sorprende un po', perché ovunque abbia letto della malattia, compreso il vostro opuscolo «Tumori della pelle», essa è descritta come un (possibile) precursore del cancro della pelle bianco.
Ora mi domando: per quali motivi questo trattamento non è coperto dalle casse malati?

Risposta del Dr. Olivier Gaide
La porocheratosi attinica superficiale disseminata (DSAP) è una malattia rara dell'epidermide.

Finora la terapia standard per la DSAP era la fototerapia con luce LED rossa (terapia fotodinamica PDT con luce rossa). La nuova variante della terapia fotodinamica utilizza la luce solare naturale (luce diurna) invece della luce rossa.

Come si svolge la terapia: in entrambe le procedure, sulle aree cutanee da trattare viene applicato dell'acido aminolevulinico, il quale agisce come fotosensibilizzatore. L'acido aminolevulinico viene assorbito dalle cellule tumorali. Di conseguenza, nelle cellule tumorali si forma una sostanza sensibile alla luce (protoporfirina). Questa sostanza viene attivata dalla luce e distrugge le cellule tumorali.

Il vantaggio del trattamento con la luce diurna anziché con la luce rossa è che i pazienti considerano la terapia meno dolorosa.
Il Suo dermatologo afferma che l'assicurazione di base non copre i costi di questo trattamento, e ciò può essere dovuto al basso costo del trattamento stesso.

La porocheratosi attinica disseminata è una malattia rara. Il trattamento è difficile e a tale proposito non vi è un consenso chiaro. I trattamenti raccomandati, includono spesso la terapia fotodinamica, che sembra essere uno dei metodi migliori.

L'efficacia di Metvix e Ameluz, i due farmaci utilizzati per questo tipo di trattamento, non è stata riconosciuta ufficialmente per il trattamento di questa malattia. Sono indicati per il trattamento delle cheratosi attiniche, malattie simili ma diverse, e in questo caso sono rimborsati.

La spiegazione di questo fatto risiede nel meccanismo per l'immissione sul mercato dei prodotti medici. Il produttore dimostra la sicurezza e l'efficacia del proprio trattamento con l'aiuto di studi clinici presentati alle autorità del rispettivo paese. Nel caso specifico, questi studi si sono concentrati sulle cheratosi attiniche, sul morbo di Bowen e sul carcinoma basocellulare. Poi le autorità svizzere concedono l'omologazione per le indicazioni richieste. Inoltre vengono svolte trattative sul prezzo. Una volta ottenuto il via libera, gli assicuratori sono tenuti a pagare il trattamento per l'indicazione riconosciuta. L'elenco delle indicazioni è esaustivo: vale a dire che i costi sono coperti solo se la malattia è presente nell'elenco.
Il processo descritto sopra è molto costoso (il costo degli studi, il costo della preparazione della domanda, ecc.), quindi i produttori tendono a condurre studi per malattie comuni piuttosto che per malattie rare.

In questa situazione, il Suo medico ha agito correttamente. Ha dovuto richiamare la Sua attenzione sulla possibilità che la cassa malari si rifiuti di coprire i costi. Comunque, tenga presente che è possibile presentare una richiesta scritta alla cassa malati, la quale potrebbe decidere di coprire il costo del trattamento.

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Scottature solari e rischio di cancro della pelle

Messaggioda admin » mer 29 giu 2022 15:54

Domanda di Catherine:
I danni alla pelle dovuti all'esposizione al sole possono comparire anche molti anni dopo?

Riposta del Prof. Christian Surber:
Nelle persone sane, la «scottatura» è probabilmente il danno immediato più diretto e più evidente. Il cancro della pelle o i suoi precursori compaiono di solito solo dopo decenni. È importante, soprattutto per i bambini, evitare le scottature. Il numero di scottature solari aumenta il rischio di sviluppare in seguito il cancro della pelle.

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Quali creme solari sono migliori di altre?

Messaggioda admin » mer 29 giu 2022 15:59

Domanda di George:
Può dare qualche consiglio/informazione su quali creme solari (marche, tipologia ecc.) sono «qualitativamente» migliori?

Riposta del Prof. Christian Surber:
La migliore protezione solare è quella che si usa con piacere, cioè il prodotto che al tatto e per consistenza invoglia ad essere applicato. Molte persone lamentano una sensazione sgradevole quando si spalmano le creme solari, o non ne gradiscono la consistenza. Cerchi di trovare il prodotto più gradevole per Lei, provandolo con dei campioni. Le caratteristiche in termini di efficacia sono importanti, ma è molto più importante che si usi abitualmente una protezione solare nella vita quotidiana. Per quanto riguarda le caratteristiche di efficacia, occorre fare attenzione oltre all'SPF (30 o superiore), anche alla presenza del logo UVA - un cerchio intorno alle lettere UVA.

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Le creme solari sono dannose per l'ambiente

Messaggioda admin » mer 29 giu 2022 16:03

Domanda di C.V.:
Le creme solari con nanoparticelle sono più dannose per l'ambiente rispetto alle altre?

Riposta del Prof. Christian Surber:
Solo nel caso dei cosmetici - che comprendono anche prodotti per la protezione solare - le nanoparticelle sono definite con precisione. Si tratta di particelle dell'ordine di grandezza di 1-100 nm. Quando si parla di filtri solari particellari, la maggior parte delle persone pensa al biossido di titanio e all'ossido di zinco. Queste sostanze sono di natura inorganica e vengono spesso chiamate «filtri minerali». Esistono altri 4 filtri solari nanoparticolati approvati e presenti nelle creme solari. Sono di natura organica. Se le nanoparticelle si diffondono nelle acque/acque di scarico, si agglomerano per formare aggregati di maggiori dimensioni. Sebbene sia stato dimostrato in laboratorio che le nanoparticelle possono essere assorbite da organismi monocellulari o con poche cellule, ciò pare piuttosto improbabile, a causa della tendenza delle particelle ad agglomerarsi in natura. L'agglomerazione, o la non agglomerazione, delle particelle dipende dall'ambiente chimico-fisico circostante la particella. Il numero dei diversi ambienti in natura è infinito e dunque non è possibile trarre conclusioni generalizzate dai singoli esperimenti.
La degradabilità delle molecole del filtro è importante per valutare la compatibilità ambientale. È auspicabile che degradino rapidamente. Tuttavia, i filtri buoni sono molto stabili e assicurano l'effetto protettivo dall'irradiazione del sole. In questa situazione si vede molto bene la difficoltà di conciliare la qualità del prodotto e la compatibilità ambientale. Attualmente non esiste una soluzione a questo dilemma.

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Esposizione al sole e vitamina D

Messaggioda admin » mer 29 giu 2022 16:07

Domanda di Thomas:
Può dire qualcosa sulla vitamina D che il sole ci procura? Ha senso esporsi di tanto in tanto in pieno sole?

Riposta del Prof. Christian Surber:
I raggi UV del sole consentono la sintesi della vitamina D nella nostra pelle. Con l'avanzare dell'età, la capacità della cute di sintetizzare questa vitamina diminuisce. Molte persone di oltre 50 anni hanno una carenza di vitamina D, cioè ne hanno troppo poca. Esistono vari modi per integrare la vitamina D mancante (p. es. con le gocce). Pertanto non c'è motivo di esporsi al sole solo per questo motivo.
Bisogna, inoltre, considerare che esistono poche prove scientifiche secondo cui l'integrazione di vitamina D prevenga malattie che potrebbero essere causate da una carenza di vitamina D.


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